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日志


Martedì 30 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 9,51-56)

 
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Gesù si diresse decisamente verso Gerusalemme e mandò avanti dei messaggeri.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per fare i preparativi per lui. Ma essi non vollero riceverlo, perché era diretto verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: “Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?”. Ma Gesù si voltò e li rimproverò. E si avviarono verso un altro villaggio.
 

Lunedì 29 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
(Gv 1,47-51)

 
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”.
Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”.
Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”.
Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

Laici nella Chiesa per opere di carità


LE Confraternite sorsero nel XII secolo. Esse sono associazioni cristiane fondate con lo scopo di suscitare l’aggregazione tra i fedeli, di esercitare opere di carità e di pietà e di incrementare il culto. Sono costituite canonicamente in una chiesa con formale decreto dell’Ordinario. Hanno uno statuto, un titolo, un nome ed una foggia particolare di abiti. I loro componenti, conservando lo stato laico e secolare, non hanno l’obbligo di emettere i voti, né di fare vita in comune, né di rinunziare al proprio patrimonio.
Le Confraternite ebbero grande sviluppo tra il XIV ed il XVIII secolo, diffondendosi in tutta l’Europa; molte di esse divennero importanti e potenti economicamente, pur non impegnandosi direttamente nelle vicende politiche, influirono ed incisero non poco nelle questioni civili, contribuendo allo sviluppo sociale, artistico ed economico delle comunità in cui si trovarono inserite.
Nel corso dei secoli due sono gli scopi delle Confraternite. Da un lato la missionarietà e dall’altro l’esercizio della carità: accogliere i pellegrini, assistere i carcerati, seppellire i morti, costruire ospedali. «Vasto è il campo nel quale dovete lavorare… Vi chiedo soprattutto di curare la vostra formazione spirituale e di tendere alla santità, seguendo gli esempi di autentica perfezione cristiana, che non mancano nella storia delle vostre Confraternite» (Benedetto XVI - Alle Confraternite delle Diocesi d’Italia, 10.11.2007).

Credo...


 
Credo che Gesù è il figlio di Dio.
Credo che Gesù è morto per i miei peccati.
Credo che Gesù è risorto per la mia redenzione!
Ti prego Gesù Si il Signore della mia vita,
Ti prego Gesù Si il Redentore della mia vita,
Ti prego Gesù Si il Guaritore della mia vita!
Gesù, Tu Sei il Signore della mia vita,
Gesù, Tu Sei il Redentore della mia vita,
Gesù Tu Sei il Guaritore della mia vita!
Io sono Redento,
Rinato in Cristo,
Tramite il Santo Sangue di Gesù,
Che mi ha purificato di ogni peccato.
Grazie mio Signore Gesù per la vita eterna.
Amen.

Rom. 10:9-10

Domenica 28 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Mt 21,28-32)

 
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli».

Sabato 27 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 9,43-45)

 
In quel tempo, mentre tutti erano pieni di meraviglia per tutte le cose che faceva, Gesù disse ai suoi discepoli: “Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato in mano degli uomini”.
Ma essi non comprendevano questa frase; per loro restava così misteriosa, che non ne comprendevano il senso e avevano paura a rivolgergli domande su tale argomento.

Venerdì 26 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 9,18-22)

 
Un giorno, mentre Gesù si trovava in un luogo appartato a pregare e i discepoli erano con lui, pose loro questa domanda: “Chi sono io secondo la gente?”.
Essi risposero: “Per alcuni Giovanni il Battista, per altri Elia, per altri uno degli antichi profeti che è risorto”.
Allora domandò: “Ma voi chi dite che io sia?”.
Pietro, prendendo la parola, rispose: “Il Cristo di Dio”.
Egli allora ordinò loro severamente di non riferirlo a nessuno. “Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno”.

Giovedì 25 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 9,7-9)

 
In quel tempo, il tetrarca Erode sentì parlare di tutto ciò che accadeva e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: “Giovanni è risuscitato dai morti”, altri: “È apparso Elia”, e altri ancora: “È risorto uno degli antichi profeti”.
Ma Erode diceva: “Giovanni l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire tali cose?”. E cercava di vederlo.

Mercoledì 24 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 9,1-6)

 
In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e diede loro potere e autorità su tutti i demoni e di curare le malattie. E li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: “Non prendete nulla per il viaggio, né bastone, né bisaccia, né pane, né denaro, né due tuniche per ciascuno. In qualunque casa entriate, là rimanete e di là poi riprendete il cammino. Quanto a coloro che non vi accolgono, nell’uscire dalla loro città, scuotete la polvere dai vostri piedi, a testimonianza contro di essi”.
Allora essi partirono e passavano di villaggio in villaggio, annunziando dovunque la buona novella e operando guarigioni.

Martedì 23 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 8,19-21)

 
In quel tempo, andarono a trovare Gesù la madre e i fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fu annunziato: “Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti”.
Ma egli rispose: “Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica”.

Lunedì 22 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 8,16-18)

 
In quel tempo, Gesù disse alla folla: “Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la pone sotto un letto; la pone invece su un lampadario, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di nascosto che non debba essere manifestato, nulla di segreto che non debba essere conosciuto e venire in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha sarà dato, ma a chi non ha sarà tolto anche ciò che crede di avere”.

A LOURDES MARIA CI MOSTRA GESÙ


UNA storia che inizia… Lourdes, un piccolo paese dei Pirenei viene visitato dalla Madre di Dio che appare a Bernadette Soubirous, canonizzata l’8 dicembre 1933. 2008: una storia che continua… Lourdes celebra il 150° anniversario delle apparizioni (1858– 2008). L’itinerario giubilare è scandito da quattro tappe che si snodano nei luoghi teatro degli eventi, partendo dal Battesimo per giungere all’Eucaristia.
Meta di un ingente movimento di pellegrini, il santuario di Lourdes, uno fra i luoghi di culto più importanti del mondo, è associato alla speranza di guarigione: «Guarire – afferma mons. J. Perrier, vescovo di Tarbes e Lourdes – è una delle parole chiave di Lourdes. Guarire in tutti i sensi della parola. Lourdes non si riduce alle guarigioni miracolose. Lourdes è luogo di pace e di riconciliazione, per la grazia di Cristo, sotto lo sguardo di Maria>>
Qui il pellegrino riceve l’invito a seguire il "cammino dell’acqua". Si avverte l’esigenza di ritornare alla "sorgente" e di liberarla da ogni impurità che possa offuscarne la trasparenza. «Dammi di quest’acqua», dice la Samaritana a Gesù (Gv 4, 15), così il fedele viene a bere e a lavarsi alla sorgente. Un’iscrizione, vicino alle fontane lo ricorda: «Lavate il vostro volto e pregate Dio di purificare il vostro cuore».
Il pellegrino può camminare all’interno della Grotta e vedere sul lato sinistro la sorgente e al centro un altare. Sul lato destro in alto, in una nicchia ogivale, una statua che raffigura l’Immacolata Concezione, appellativo con il quale Maria si rivelò nel dialetto locale a Bernadette «Que soy era Immaculada Councepciou». La giornata si conclude con la processione delle fiaccole.
Nella notte, nella notte di ognuno, notte di dubbi, limiti, sofferenze, la fiamma brucia e purifica. Quanti ceri si consumano davanti a quella Grotta! Un fiume di luce sembra scorrere nel buio e il pellegrino che contempla Maria viene attraversato dalla sua luce, come una vetrata penetrata dal sole, divenendo luce per gli altri. Ai misteri della luce è stata dedicata, all’inaugurazione dell’anno giubilare, la facciata della basilica del Rosario, nei mosaici realizzati da Marko Ivan Rupnik.

Tiziana Maria Di Blasio

Salmo 139


 
Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu sai quando seggo e quando mi alzo.
Penetri da lontano i miei pensieri,
mi scruti quando cammino e quando riposo.
Ti sono note tutte le mie vie;
la mia parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, gia la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Stupenda per me la tua saggezza,
troppo alta, e io non la comprendo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei,
se scendo negli inferi, eccoti.
Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
Se dico: «Almeno l’oscurità mi copra
e intorno a me sia la notte»;
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.

Salmo 139

Domenica 21 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Mt 20,1-16)

 
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e dai loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Sabato 20 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 8,4-15)

 
In quel tempo, poiché una gran folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: “Il seminatore uscì a seminare la sua semente. Mentre seminava, parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la divorarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e appena germogliata inaridì per mancanza di umidità. Un’altra cadde in mezzo alle spine e le spine, cresciute insieme con essa, la soffocarono. Un’altra cadde sulla terra buona, germogliò e fruttò cento volte tanto”.
Detto questo, esclamò: “Chi ha orecchi per intendere, intenda!”.
I suoi discepoli lo interrogarono sul significato della parabola. Ed egli disse: “A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole, perché ‘‘vedendo non vedano e udendo non intendano’’. Il significato della parabola è questo: Il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la parola dai loro cuori, perché non credano e così siano salvati.
Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, accolgono con gioia la parola, ma non hanno radice; credono per un certo tempo, ma nell’ora della tentazione vengono meno.
Il seme caduto in mezzo alle spine sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano sopraffare dalle preoccupazioni, dalla ricchezza e dai piaceri della vita e non giungono a maturazione.
Il seme caduto sulla terra buona sono coloro che, dopo aver ascoltato la parola con cuore buono e perfetto, la custodiscono e producono frutto con la loro perseveranza”.

Venerdì 19 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 8,1-3)

 
In quel tempo, Gesù se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.
C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.

Giovedì 18 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 7,36-50)

 
In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e stando dietro, presso i suoi piedi, piangendo cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé: “Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice”.
Gesù allora gli disse: “Simone, ho una cosa da dirti”. Ed egli: “Maestro, di’ pure”. “Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?”.
Simone rispose: “Suppongo quello a cui ha condonato di più”.
Gli disse Gesù: “Hai giudicato bene”. E volgendosi verso la donna, disse a Simone: “Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco”.
Poi disse a lei: “Ti sono perdonati i tuoi peccati”.
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: “Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?”.
Ma egli disse alla donna: “La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!”.

Mercoledì 17 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 7,31-35)

 
In quel tempo, il Signore disse: “A chi dunque paragonerò gli uomini di questa generazione, a chi sono simili? Sono simili a quei bambini che stando in piazza gridano gli uni agli altri:
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato:
vi abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!
È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio.
È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli”.

Martedì 16 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 7,11-17)

 
In quel tempo, Gesù si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: “Non piangere!”. E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: “Giovinetto, dico a te, alzati!”. Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare.
Ed egli lo diede alla madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo”. La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.

 

Lunedì 15 settembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
(Gv 19,25-27)

 
In quell’ora, stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria di Magdala.
Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.