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Donaci la grazia di capire...Insegnaci, Signore, a non amare noi stessi, a non amare soltanto i nostri, a non amare soltanto quelli che amiamo già. Insegnaci a pensare agli altri,
ad amare in primo luogo quelli che nessuno ama. Signore, donaci di soffrire della sofferenza degli altri.
Concedici la grazia di capire che ad ogni istante,
mentre noi viviamo una vita troppo felice, protetta da te, milioni di esseri umani, che sono tuoi figli e nostri fratelli, muoiono di fame senza aver meritato di morir di fame, muoiono di freddo senza aver meritato di morir di freddo. Signore, abbi pietà di tutti i poveri del mondo.
Raul Follereau CORPUS DOMINILa solennità cattolica del Corpus Domini (Corpo del Signore) chiude il ciclo delle feste del dopo Pasqua,vuole celebrare il mistero dell'Eucaristia ed è stata istituita grazie ad una suora che nel 1246 per prima volle celebrare il mistero dell'Eucaristia in una festa slegata dal clima di mestizia e lutto della Settimana Santa.
Venne, così, ufficialmente istituita l'8 settembre 1264 da papa Urbano IV con la Bolla Transiturus de hoc mundo in seguito al miracolo di Bolsena; nacque però in Belgio nel 1246 come festa della Diocesi di Liegi. Il suo scopo era quello di celebrare la reale presenza di Cristo nell'Eucaristia. La solennità del Corpus Domini (espressione latina che significa Corpo del Signore) è una delle principali solennità dell'anno liturgico della Chiesa cattolica. Oggi più propriamente viene chiamata solennità del Corpo e Sangue di Cristo, e rievoca, in una circostanza liturgica meno carica, la liturgia dell'Ultima Cena del Giovedì Santo. In occasione della solennità del Corpus Domini si porta in processione, racchiusa in un ostensorio, un'Ostia consacrata ed esposta alla pubblica adorazione: viene adorato Gesù vivo e vero, presente nel Santissimo Sacramento. 13 MAGGIO: PRIMA APPARIZIONE DELLA MADONNA DI FATIMATre piccoli pastori, i fratelli Francisco Marto e Giacinta Marto (9 e 7 anni) e la loro cugina Lucia dos Santos (10 anni), il 13 maggio 1917, mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina di Fatima, riferirono di aver visto scendere una nube e, dal suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario: la Madonna. Dopo questa prima apparizione la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri. Durante queste apparizioni la Madonna avrebbe invitato tutti gli uomini alla preghiera e alla conversione, promettendo grazia e perdono; avrebbe anche chiesto di edificare una cappella sul luogo dell'apparizione e di notificare al mondo intero (nel tempo che avrebbe poi indicato in una successiva apparizione) alcuni segreti riguardanti argomenti teologici e vicende future. Nel corso dell'ultima apparizione del 13 ottobre 1917, una gran folla assistette a quello che fu subito definito il "miracolo del sole".
IMMAGINE DI GESU' MISERICORDIOSO
L'immagine di Gesù Misericordioso riproduce la visione che la Santa Faustina ha avuto a Plock il 22 febbraio 1931.
Durante questa visione Gesù Cristo ha espresso il desiderio che si dipingesse il quadro con la scritta:
GESU', CONFIDO IN TE!
L'immagine rappresenta il Cristo Risorto con i segni della crocifissione nelle mani e nei piedi. Dal Cuore trafitto, non visibile nel quadro, escono due raggi: rosso l'uno e pallido l'altro.
Gesù Cristo sul significato dei raggi ha dato la seguente spiegazione: "Il raggio pallido rappresenta l'Acqua che giustifica le anime; il raggio rosso rappresenta il Sangue che è la vita delle anime... Entrambi i raggi uscirono dall'intimo della mia misericordia, quando sulla croce il Mio cuore, già in agonia, venne squarciato con la lancia".
In altre parole, questi due raggi rappresentano sia i sacramenti della Chiesa, nata dal cuore trafitto di Gesù Cristo, sia i doni dello Spirito Santo il cui simbolo biblico è proprio l'acqua. "Beato colui che vivrà alla loro ombra - dice Gesù - poichè non lo colpirà la giusta mano di Dio". FESTA DELLA DIVINA MISERICORDIAE' la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Płock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà per quanto riguardava il quadro: "Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l'immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia. Desidero che la Festa della Misericordia sia di riparo e di rifugio per tutte le anime e specialmente per i poveri peccatori. In quel giorno sono aperte le viscere della Mia misericordia, riverserò tutto un mare di grazie sulle anime che si avvicinano alla sorgente della Mia misericordia. L'anima che si accosta alla confessione ed alla santa Comunione, riceve il perdono totale delle colpe e delle pene. In quel giorno sono aperti tutti i canali attraverso i quali scorrono le grazie divine. Nessuna anima abbia paura di accostarsi a Me, anche se i suoi peccati fossero come lo scarlatto" . DOMENICA DELLE PALMENel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme, o più propriamente Domenica della Passione del Signore, è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua. Con essa ha inizio la Settimana Santa, quella settimana nella quale vengono ricordati gli ultimi giorni della vita terrena di Gesù, con i tormenti interiori, le sofferenze fisiche, i processi ingiusti, la salita al Calvario, la crocifissione, morte e sepoltura e infine la sua Risurrezione. La Domenica delle Palme giunge quasi a conclusione del lungo periodo quaresimale, iniziato con il Mercoledì delle Ceneri e che per cinque liturgie domenicali, ha preparato la comunità dei cristiani, nella riflessione e penitenza, agli eventi drammatici della Settimana Santa, con la speranza e certezza della successiva Risurrezione di Cristo, vincitore della morte e del peccato, Salvatore del mondo e di ogni singola anima.
In ricordo dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme, accolto come Messia e festeggiato sventolando rami di palma, la liturgia della Domenica delle Palme, si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa dove si radunano i fedeli e il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma che sono portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù. Il racconto della Passione viene letto da tre persone che rivestono la parte di Cristo (letta dal sacerdote), dello storico e del popolo. In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima (tranne la 4^ in cui indossa paramenti rosa) è vestito di rosso, pur trattandosi di una solennità.
IL PIO ESERCIZIO DELLA VIA CRUCIS
Reperti archeologici, rinvenuti nell'area cimiteriale del Santo Sepolcro a Gerusalemme, attestano l'esistenza, già nel II sec., di espressioni di culto verso la passione del Signore. Dato lo stretto legame con i luoghi della passione, quella processione è ritenuta una forma embrionale della futura Via Crucis, che nel tardo Medioevo trovò grandi sostenitori come san Francesco d'Assisi.Verso la fine del XIII sec. era intesa ancora non tanto come pio esercizio, quanto come cammino - segnato già da una successione di "stazioni" - percorso da Gesù nella salita del Calvario.Le stazioni evocano episodi di grande portata salvifica e di rilevante valore spirituale: partecipando alla Via Crucis, ogni credente riafferma la propria adesione a Cristo: per piangere il proprio peccato come Pietro; per aprirsi, come il buon ladrone, alla fede in Gesù, Messia sofferente; per restare presso la croce, come la Madre ed il discepolo e lì accogliere con essi la Parola che salva, il Sangue che purifica, lo Spirito che dà la vita.MERCOLEDI' DELLE CENERIDa Wikipedia, l'enciclopedia liberaIl Mercoledì delle Ceneri, nella Chiese cattoliche di rito romano e in alcune Chiese riformate, è il primo giorno della Quaresima, ovvero il primo giorno del periodo penitenziale in vista della Pasqua cristiana che ha inizio dopo il cosiddetto Martedì grasso, ultimo giorno di Carnevale. È così chiamato perché durante la funzione religiosa del giorno si pone sul capo dei fedeli della cenere per ricordare la caducità della vita terrena e spronare i fedeli all'impegno penitenziale della Quaresima. Si possono usare due formule diverse per questo rito:
In questo giorno, tutti i cattolici dei vari riti latini (eccetto il rito ambrosiano) sono tenuti a far penitenza e ad osservare il digiuno ecclesiastico. QUINTA DOMENICA DI QUARESIMATesti I Lettura: Ez 37,12-14; Salmo: Sal 129; II Lettura: Rm 8,8-11; Vangelo: Gv 11,1-45 Tema Il tema della resurrezione è presente nelle letture di oggi, sebbene su diversi livelli di significato. Il profeta Ezechiele parla agli israeliti esiliati a Babilonia, al tempo dell’assedio e della distruzione di Gerusalemme. Sembra predire il futuro ritorno degli esiliati nella loro terra d’Israele. Quando il profeta dice che il Signore "aprirà le loro tombe e li risusciterà dai loro sepolcri" (v. 13) il senso immediato di queste parole sembra sottintendere la fine dell’esilio a Babilonia. Il Vangelo di Giovanni completa il concetto di risurrezione con l’eloquente episodio della rianimazione di Lazzaro. Sembra che l’intenzione di Gesù sia soprattutto quella di mostrare "su scala ridotta" la risurrezione finale dei credenti alla fine dei tempi, "nell’ultimo giorno" (v. 24). Così, prefigura anche la sua stessa risurrezione dai morti, che si compierà di lì a breve. Dimostra, infine, la profondità del suo affetto per Lazzaro, Marta e Maria ed il suo riguardo per il loro dolore. San Paolo ricorda ai cristiani di Roma il potere dello Spirito di Dio, che "darà la vita ai loro corpi mortali" (v. 11). Lascia così intendere che questa vita nuova non comincerà solamente nell’ultimo giorno, ma sta avendo effetto nelle loro vite già da ora. Per questa ragione li incoraggia a vivere già da ora secondo lo Spirito. Il Salmo 129 chiede al Signore di dare ascolto al gemito del cuore del salmista. Egli sa anche che il perdono e la misericordia sono doni di Dio per coloro che li cercano, e perciò confida nelle parole del Signore. QUARTA DOMENICA DI QUARESIMATesti I Lettura: 1Sam 16,1-4,6-7,10-13; Salmo: Sal 22; II Lettura: Ef 5,8-14; Vangelo: Gv 9,1-41 Per quanto sia difficile trovare un tema comune, le letture convergono su diversi punti simili. Nel primo libro di Samuele, il profeta è chiamato a cercare un nuovo re al posto di Saul. La lettura sottolinea la sorprendente scelta di Dio, che preferisce un pastorello, il più giovane dei figli di Jesse. David diventerà il re più celebre d’Israele. Al profeta Samuele viene rammentato che la visione di Dio va più in profondità, al di là dell’aspetto esteriore. Il Vangelo di Giovanni presenta un triste racconto di un miracolo di guarigione. Invece di rallegrarsi per il miracoloso risanamento di un uomo nato cieco, i capi religiosi si riempiono di ostilità e si rifiutano ostinatamente di accettare l’idea che sia stato fatto del bene. Il loro atteggiamento è ancor più triste perché la verità è così evidente. Il profeta Isaia aveva definito la guarigione dei ciechi quale segno rivelatore del Messia (Is 35,5). Il povero mendicante è emarginato dalla comunità religiosa. Gesù lo cerca e rivela la propria identità. L’uomo vede e crede. Gesù rimprovera i farisei perché si illudono di sapere e di vedere. È proprio questa presunzione che li acceca. San Paolo esorta i cristiani di Efeso a vivere una vita che rifletta la luce di Cristo che hanno ricevuto. Essi non sono più accecati dall’oscurità dell’ignoranza. È la luce di Cristo che fa loro vedere la via della "bontà, giustizia e verità". Nel salmo 22 il salmista parla del Signore come del suo pastore e difensore. Anche in tempi di difficoltà e pure di fronte all’ostilità e alla persecuzione, la protezione del Signore non verrà mai meno. TERZA DOMENICA DI QUARESIMATesti I Lettura: Es 17,3-7; Salmo: Sal 94; II Lettura: Rm 5,1-2,5-8; Vangelo: Gv 4,5-42. Letture Le letture di oggi usano una metafora comune per descrivere l’esperienza di Dio del cristiano. Il Signore ispira l’intervento miracoloso di Mosè per trovare l’acqua per il suo popolo, che aveva già cominciato a pentirsi di aver abbandonato le certezze della sua schiavitù in Egitto. Il salmo 94 ricorda questo indurimento del cuore, pur dopo gli straordinari segni della potenza di Dio, ed il salmista invita tutti a adorare e ad aver fiducia nel Signore: Egli governa il modo. San Paolo ricorda ai cristiani di Roma che l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo. Anche l’episodio evangelico ruota intorno ad una richiesta di acqua. Con un evidente utilizzo di significati duplici, Giovanni descrive l’incontro di Gesù con una donna samaritana. C’è un attento dialogo che muove dalla sete naturale alla sete latente di Dio, e dall’acqua naturale all’esperienza di Dio in Gesù Cristo quale soddisfazione di tutti i desideri umani. Gesù spiega alla donna che per ricevere questa "acqua" occorre abbandonare il peccato. Egli si rivela quale Messia e spiega che Dio va adorato in spirito e verità, non mediante un mero attaccamento alle abitudini. La donna corre a dire agli altri della sua esperienza e li porta a Gesù. Intanto, il Maestro spiega ai suoi apostoli che quest’opera di conversione, e non il cibo, costituisce il suo vero scopo e la sua missione. Chiarisce pure che il raccolto delle conversioni, seminato dai profeti, è pronto per la mietitura. Il lungo brano si conclude con la nota circa il fatto che molto Samaritani vennero e credettero che Gesù è il Redentore del mondo. SECONDA DOMENICA DI QUARESIMATesti
I Lettura: Gen 12,1-4; Salmo: Sal 32; II Lettura: 2 Tim 1,8-10; Vangelo: Mt 17,1-9. Tema Ci sono due eventi drammatici riferiti dai brani delle Sacre Scritture oggi proposti. Nella Genesi, Dio invita Abram a lasciare la sua terra natia e la casa di suo padre per un paese nuovo che il Signore gli indicherà. Egli farà di lui una grande nazione ed il suo nome diventerà una benedizione. Il Signore si identificherà così con Abram ed i suoi discendenti, al punto che il modo in cui questi verranno trattati dalle altre nazioni determinerà il favore del Signore verso queste altre nazioni. Attraverso Abram tutte le nazioni saranno benedette. Abram dà ascolto, obbedisce e parte. Il salmo 32 esprime la fiducia di coloro che temono Dio e l’ascoltano. Il Signore adempie le sue promesse e provvede ad ogni difficoltà. Il brano dal vangelo di Matteo presenta il singolare evento della trasfigurazione dell’aspetto esteriore del Signore Gesù, la presenza momentanea di Mosè ed Elia e il risuonare della voce di Dio. Soltanto tre degli apostoli assistono a questa rivelazione, circa la quale il Signore comanda loro di tacere fino alla risurrezione di Gesù dai morti. San Paolo chiede a Timoteo di sopportare insieme con lui le fatiche e le prove della predicazione del Vangelo. È il proposito di Dio quello che essi stanno compiendo con il loro lavoro. Gesù ha sconfitto la morte e ha conquistato la vita eterna per tutti.
PRIMA DOMENICA DI QUARESIMATesti
I Lettura: Gen 2,7-9; Salmo: Sal 50; II Lettura: Rm 5,12-19; Vangelo: Mt 4,1-11 Tema Questa prima domenica di Quaresima ci conduce all’interno di verità più grandi per la nostra vita. La Genesi narra il misterioso stravolgimento della vita dell’uomo a causa di una libera decisione di Adamo, il capostipite della nostra razza. Una profonda rottura si genera nel suo intimo, quando sperimenta l’inganno del male. Il diavolo ha persuaso Adamo ed Eva ad allontanarsi dalla verità. Essi sperimentano la perdita dell’innocenza, la conoscenza di qualcosa di perduto, una conoscenza che, come hanno poi modo di scoprire, non valeva la pena di avere. Il Salmo 50 lamenta l’esperienza del peccato commesso, ma in una più ampia visione non solo di perdita individuale, ma della consapevolezza di avere offeso Dio. C’è anche la speranza che Dio può e vuole purificare il cuore del peccatore e restaurare la gioia dell’innocenza. San Paolo gioca su un contrasto tra il peccato di Adamo, che ha la morte come conseguenza, ed "il dono gratuito" (v. 15), la "giustizia salvifica" (v. 17), e la "giustificazione e la vita" (v. 18) portati da Gesù. In Cristo siamo stati liberati dal peccato e dalle sue conseguenze, quali la morte. Il Vangelo di Matteo presenta questa realtà spirituale nelle circostanze della vita di Gesù. Vediamo la lotta drammatica con il male; in un periodo di preghiera e digiuno, Gesù viene misteriosamente avvicinato dal diavolo, che lo incita all’azione in tre modi. Lo tenta suggerendogli di mutare le pietre in pane perché, quale Figlio di Dio, Gesù ha il potere di farlo. Lo esorta a gettarsi giù dal pinnacolo del tempio, dal momento che la Sacra Scrittura dice che gli angeli lo proteggeranno. Gli promette il dominio sui regni del mondo, se prima adorerà lui, il diavolo. Quasi a legittimare ciascun invito, viene sempre citata la Scrittura (Deuteronomio). Gesù non vacilla. Egli respinge queste offerte e dimostra che il Suo scopo è un altro.
fonte: http://www.totustuus.net/
PREGHIERA A MARIA SS. DI PORTO SALVOO Madre Immacolata di Gesù
riguardate benigna a noi miseri che imploriamo il vostro potente patrocinio. Con la gioia nel cuore, con l'animo pieno della più viva gratitudine
noi ricorriamo a Voi nostra generosa benefattrice, a Voi che vi siete mostrata sempre la Madre Nostra, la Madre che tanto ci ama. Noi siamo gementi, Voi ascoltateci siamo afflitti e Voi consolateci,
siamo nelle angustie e Voi ridonateci la pace. Accogliete, o Mamma Santa, le nostre preghiere, che unite con Voi in un cuore solo, Vi scongiuriamo di portare al Sacro Cuore del Vostro Figlio Gesù Vi preghiamo, o Maria Santissima di Porto Salvo,
accoglieteci sotto la vostra protezione, noi ci abbandoniamo a Voi come figli tra le braccia di tenera Madre, sicuri che ci aiuterete in vita e ci assisterete nell'ora della nostra morte. Amen incontro con le suore dell'Immacolata Regina della Pace, di FossatoSabato 17 maggio, ore 17 nel sottochiesa san Giuseppe, incontro con le suore dell'Immacolata Regina della Pace, di Fossato. L'incontro avrà come tema la presentazione della figura del loro fondatore , il Venerabile Padre Francesco Pianzola in preparazione alla sua beatificazione.
INFERNO E PARADISO
Un sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: - Signore, mi piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno. -
Dio condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di guardare all'interno.
Al centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda. Al centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca. Le persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall' aspetto livido e malato. Avevano tutti l'aria affamata. Avevano dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.Tutti potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il cibo alla bocca. Il sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze. Dio disse: - Hai appena visto l'Inferno. Dio e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì. La scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece ancora venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo. Il sant'uomo disse a Dio: - Non capisco! - E' semplice- rispose Dio - dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a nutrirsi gli uni gli altri mentre gli altri non pensano che a loro stessi. Quando Gesù è morto sulla croce, pensava a te. REGALA CIO' CHE NON HAI...Regala ciò che non hai...
Occupati dei guai, dei problemi
del tuo prossimo. Prenditi a cuore gli affanni, le esigenze di chi ti sta vicino. Regala agli altri la luce che non hai,
la forza che non possiedi, la speranza che senti vacillare in te, la fiducia di cui sei privo. Illuminali dal tuo buio. Arricchiscili con la tua povertà. Regala un sorriso
quando tu hai voglia di piangere. Produci serenità dalla tempesta che hai dentro. "Ecco, quello che non ho te lo dono". Questo è il tuo paradosso. Ti accorgerai che la gioia
a poco a poco entrerà in te, invaderà il tuo essere, diventerà veramente tua nella misura in cui l'avrai regalata agli altri. Alessandro Manzoni IN UN GIORNO DI SOLE...ERO USCITO DI CASA PER SAZIARMI DI SOLE.
TROVAI UN UOMO CHE SI DIBATTEVA NEL DOLORE DELLA CROCIFISSIONE.
MI FERMAI E GLI DISSI: "PERMETTI CHE IO TI AIUTI A STACCARTI DALLA CROCE".
LUI MI RISPOSE: "LASCIAMI DOVE SONO, I CHIODI NELLE MANI E NEI PIEDI, LE SPINE INTORNO AL CAPO, LA LANCIA NEL CUORE.
IO DALLA CROCE DA SOLO NON SCENDO. NON SCENDO DALLA CROCE FINCHE' SOPRA VI SPASIMANO I MIEI FRATELLI.
IO DALLA CROCE NON SCENDO FINO A QUANDO PER DISTACCARMI NON SI UNIRANNO TUTTI GLI UOMINI".
GLI DISSI: "COSA VUOI CHE FACCIA PER TE?"
MI RISPOSE: "VA' PER IL MONDO E Dì A COLORO CHE INCONTRERAI CHE C'E' UN UOMO CHE ASPETTA INCHIODATO SULLA CROCE...". VOGLIO RINGRAZIARTI SIGNOREVoglio ringraziarti Signore,
per il dono della vita; ho letto da qualche parte che gli uomini hanno un'ala soltanto: possono volare solo rimanendo abbracciati. A volte, nei momenti di confidenza, oso pensare, Signore, che tu abbia un'ala soltanto, l'altra la tieni nascosta, forse per farmi capire che tu non vuoi volare senza di me; per questo mi hai dato la vita: Perché io fossi tuo compagno di volo, insegnami, allora, a librarmi con Te. Perché vivere non è trascinare la vita, non è strapparla, non è rosicchiarla, vivere è abbandonarsi come un gabbiano all'ebbrezza del vento, vivere è assaporare l'avventura della libertà, vivere è stendere l'ala, l'unica ala, con la fiducia di chi sa di avere nel volo un partner grande come Te. Ma non basta saper volare con Te, Signore, tu mi hai dato il compito di abbracciare anche il fratello e aiutarlo a volare. Ti chiedo perdono, perciò, per tutte le ali che non ho aiutato a distendersi, non farmi più passare indifferente vicino al fratello che è rimasto con l'ala, l'unica ala, inesorabilmente impigliata nella rete della miseria e della solitudine e si è ormai persuaso di non essere più degno di volare con Te. Soprattutto per questo fratello sfortunato dammi, o Signore, un'ala di riserva. don Tonino Bello Maggio, mese mariano...
Inizia il mese dedicato alla Madonna e molto caro alla pietà popolare. Tante parrocchie e famiglie, sulla scia di tradizioni religiose ormai consolidate, continuano a fare di maggio un mese "mariano", moltiplicando fervorose iniziative liturgiche, catechistiche e pastorali! La devozione a Maria è stato uno dei fili conduttori e caratteristici del pontificato di Giovanni Paolo II, che ha scelto come "motto" del suo ministero l'espressione monfortana Totus tuus. Il Papa ha desiderato profondamente che ogni credente possa servirsi di Maria per arrivare più speditamente a Cristo. Maria è infatti, come recita un antico inno, la stella del mare, colei che nella navigazione della fede ci aiuta a non perdere mai la bussola, e a virare sempre verso Cristo. La Madonna è maestra di verità e segno della fede vera nel suo Figlio».
Ma la devozione a Maria in questo mese di maggio non deve limitarsi a un puro sentimento o a mere emozioni; deve tradursi in preghiera. Che sia dappertutto un mese di intensa preghiera con Maria con la quotidiana recita del santo Rosario. Si tratta di una preghiera semplice, apparentemente ripetitiva, ma quanto mai utile per penetrare nei misteri di Cristo e della sua e nostra Madre. E', al tempo stesso, un modo di pregare che la Chiesa sa essere gradito alla Madonna stessa. Ad esso siamo invitati a far ricorso anche nei momenti più difficili del nostro pellegrinaggio sulla terra. |
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