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    MARGHERITA DA CORTONA

     
    Margherita (1247-1297) nacque a Laviano da umile famiglia.
    Orfana di madre, la sua giovinezza fu segnata dall’incontro con un giovane nobile con il quale convisse 9 anni e dal quale ebbe un figlio.
    Alla morte di lui, emarginata per aver infranto le regole sociali, iniziò un percorso di conversione sotto la guida spirituale dei Frati Minori di Cortona e divenne terziaria ed oblata francescana.
    È definita "la terza luce dell’Ordine" dopo Francesco e Chiara.
    Donna mistica, ma anche di azione, coraggiosa e anticonvenzionale, impegnata nell’assistenza dei poveri e delle donne, fondò l’Ospedale della Misericordia. Ricercata per consiglio, fu attenta alla vita pubblica e, nelle contese tra guelfi e ghibellini, fu operatrice di pace.
    Fu canonizzata il 17 maggio 1728 da papa Benedetto XIII con l’appellativo di Nova Magdalena.
    Giovanni Paolo II, durante la sua visita al santuario di Cortona (23 maggio 1993), ebbe a dire: «Giovane di rara bellezza, divenne donna di incomparabile fascino interiore grazie ai mistici doni soprannaturali di cui Cristo la rivestì… È impossibile non rimanere ammirati di fronte alla straordinaria forza di rinnovamento morale, culturale, civile che sprigiona da questa donna del popolo, assurta alle alte vette della santità».

    11 febbraio: 17a Giornata mondiale del malato - EDUCARE ALLA SALUTE EDUCARE ALLA VITA

     
    OGGI, grazie alle migliorate condizioni economiche e ai progressi della medicina è stato fatto molto per la tutela della salute, almeno nei paesi occidentali; si pensi, ad esempio, alla riduzione della mortalità materno-infantile nel parto e nel puerperio, alla pratica della vaccinazione e al controllo di tante malattie infettive.
    Anche in forza di ciò, si tende a considerare la salute fisica come qualcosa di scontato o di ottenibile in forza delle conoscenze scientifiche e dei nostri desideri e non si guarda ad essa come a un dono prezioso da conservare e da valorizzare. Tanti giovani minano la loro salute con l’assunzione di alcol e droghe o con stili di vita, alimentazione e comportamenti «a rischio».
    C’è un ricorso eccessivo alla chirurgia estetica e una ricerca del corpo perfetto, che tende a isolare e ad eliminare i fragili e i disabili. Educare alla salute e alla vita significa educare al rispetto della dignità della persona umana che vale per se stessa e non è caratterizzata solo dalle sue capacità, ma anche dalla sua vulnerabilità, dal suo limite e dalla sua apertura alla reciprocità e al dono di sé.
    La vera salute non è l’assenza di problemi fisici o psichici ma è l’equilibrio armonico della persona che cerca, con tutte le risorse e i limiti che ha, di donarsi e condividere con gli altri le gioie e le fatiche della vita.
     
    Don Andrea Manto