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日志


La vita è...



Cristo,
so di essere amato per quello che è propriamente mio:
la mia povertà;
e sento il bisogno di amare per quanto in proporzione mi venne e mi viene ogni giorno perdonato.
Credo nell'inestimabile dono della libertà,
che illumina ma non costringe.
So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza che va al di là della brevità della nostra giornata.
Sento che la vita ha un ordine di sacrificio cui non ci si può rifiutare,
senza sentirsi colpevoli;
la vita è un dovere, la vita è un costo, la vita è un impegno,
la vita bisogna guadagnarsela.

(Luigi Ederle)

REAGAN E LE PAROLE DELLA MADONNA


C'E' UN PICCOLO EPISODIO, MOLTO POCO NOTO, CHE VALE LA PENA DI RACCONTARE COSì COME LO HA RIFERITO MARJA PAVLOVIC, UNA DELLE VEGGENTI DI MEDJUGORIE CHE ORA VIVE IN ITALIA

Nel 1987, pochi giorni prima della storica firma del trattato tra Reagan e Gorbaciov sulla riduzione degli aramamenti nucleari, l'accordo che avviò la caduta della Cortina di Ferro, la ragazza incontrò davanti alla sua casa, in quel paesino della Bosnia, una coppia di americani.
Erano venuti a pregare per la loro figlia, affetta dalla sindrome di Down. Pioveva a dirotto, erano bagnati fradici e Marja li invitò a bere un tè. Quando l'uomo le raccontò che era uno dei consiglieri militari del presidente americano e che si trovava in Europa per preparare l'incontro con i sovietici, Marja, sia pure un pò intimorita, pensò di consegnare al diplomatico una lettera per Reagan, in cui riferiva i messaggi della Madonna, che nelle apparizioni invitava a pregare per la pace.
Dopo la firma del trattato le arrivò una telefonata a casa: "Qui è la casa Bianca"; "Va a prendere in giro qualcun altro", rispose la ragazza e mise giù la cornetta. Altro squillo e Marja riconobbe la voce dell'americano che aveva incontrato: "Guarda che è proprio vero, volevo solo dirti che quando ha firmato il trattato il presidente Reagan aveva con sé la tua lettera e l'ha mostrata a Gorbaciov". Qualche giorno dopo, un'altra telefonata. Era l'ambasciata russa a Belgrado: "Il presidente Gorbaciov vorrebbe una copia dei messaggi della Madonna".
Anche la Provvidenza ha la sua par condicio.

Giancarlo Giojelli

SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA


LA fonte più antica sulla vita della nobile Caterina, vergine e martire, vissuta nel III-IV sec., è una Passio greca del VI-VIII sec. che narra del suo rifiuto di sacrificare agli dei nel tempio di Alessandria per ordine dell’imperatore Massenzio (o Massimino) e di come convertì i sapienti della corte imperiale poi condannati a morte. Dopo aver rifiutato le seduzioni dell’imperatore fu imprigionata e, in seguito a numerose conversioni, fu condannata al supplizio della ruota dentata che però si spezzò e quindi venne decapitata.
Secondo la leggenda il suo corpo fu portato dagli angeli sul Sinai in un luogo ancor oggi chiamato Gebel Katherin (la Montagna di Caterina). L’imperatore Giustiniano vi fece costruire il celebre monastero che porta il suo nome dove sono conservate le icone più antiche dell’Oriente cristiano. Gli emblemi della vergine alessandrina sono gli strumenti del martirio: ruota e spada, ed i segni della regalità e della saggezza: corona e libro.
È venerata tra i 14 santi ausiliatori. Per la disputa con i sapienti pagani, sin dal Medioevo fu assunta, tra gli altri, come patrona degli studenti di teologia: la sua immagine appare sul sigillo dell’Università di Parigi e le tesi di laurea presentate nel giorno della sua festa erano chiamate catherinettes.
Nell’icona indossa vesti regali di stile bizantino con incastonate pietre preziose come la corona che reca sul capo, la mano sinistra è aperta e con la destra impugna la croce, segno del martirio. Nel fondo oro in cui la luce annienta le ombre la stilizzazione delle forme, le campiture piatte di colore, la fissità dello sguardo rimandano ad una dimensione sovrannaturale.
La liturgia bizantina la chiama "megalomartire" e così la celebra: «Dopo aver attraversato agile e leggera il mare di questo mondo, o martire, senza far esperienza delle sue ondate, o sapientissima, sei ora approdata a un porto tranquillo per offrire a Cristo, come multiforme ricchezza, o vergine, la schiera dei martiri, o Caterina beatissima».

Tiziana De Blasi

SONO NATO...


 
Sono nato nudo, dice Dio perchè tu sappia spogliarti di te stesso...
Sono nato povero perchè tu possa considerarmi l'unica ricchezza...
Sono nato in una stalla perchè tu impari a santificare ogni ambiente...
Sono nato debole, dice Dio perchè tu non abbia mai paura di me...
Sono nato per amore perchè tu non dubiti mai del mio amore...
Sono nato di notte perchè tu creda che posso illuminare qualsiasi realtà...
Sono nato persona, dice Dio perchè tu non abbia mai a vergognarti di essere te stesso...
Sono nato uomo perchè tu possa essere "dio"...
Sono nato perseguitato perchè tu sappia accettare le difficoltà...
Sono nato nella semplicità perchè tu smetta di essere complicato...
Sono nato nella tua vita, dice Dio per portare tutti alla casa del Padre...
(Lambert Noben)

FESTA DEL CIAO

 
 
PROGRAMMA DELLA FESTA DEL CIAO DI DOMENICA 16 NOVEMBRE:
 
ORE 9.00: Accoglienza
 
ORE 9.30: Attività di gruppo
 
ORE 10.10: Preparazione Santa Messa
 
ORE 10.30: Santa Messa
 
ORE 11.30: Attività di gruppo
 
ORE 13.00: Pranzo a sacco
 
ORE 14.30: Grande gioco
 
ORE 16.30: Conclusione
 

I MIRACOLI DI GESÙ

 
DEI MIRACOLI di Gesù il più grande è Gesù stesso, il Dio fatto uomo. Questo evento colma di stupore il cuore del credente. Del credente: perché in realtà ogni miracolo è legato alla fede: può essere percepito solo alla luce della fede e può accadere in forza della fede o in vista della fede. «La tua fede ti ha salvato», diceva Gesù nel compiere un miracolo. Il miracolo fondamentale di Gesù è la sua risurrezione, dove risplende la sua vittoria sul male e sulla morte.
Tutti i miracoli operati da Gesù nella sua vita terrena sono "segni" (così preferisce chiamarli il Vangelo di Giovanni) della sua "gloria", della vittoria del regno di Dio sul regno di Satana, attestano la presenza misericordiosa di Dio in mezzo a noi e ne mostrano i frutti.
Questi miracoli di Gesù rivelano la sua divinità, ma rivelano anche la sua ricchezza di umanità: egli, nei confronti del lebbroso, «mosso a compassione (letteralmente: sentendosi rivoltare le viscere), stese la mano, lo toccò e gli disse: lo voglio, guarisci!» (Mc 1,41).
Gesù è quel Dio che non ci salva da lontano, ma assume la natura umana piagata, si fa vicino al lebbroso, lo "tocca", abbattendo ogni forma di emarginazione e di esclusione, non temendo il contagio; e viene "contagiato" divenendo, nella Passione, come un lebbroso, secondo la descrizione profetica di Isaia, «disprezzato e reietto dagli uomini, come uno davanti al quale ci si copre la faccia» (Is 53,3). Ecco il miracolo dell’amore. Gesù Cristo ci ha salvato a caro prezzo. Tutti i miracoli da Lui operati sono segni di questa salvezza.

Mons. Giuseppe Greco

 


Lettera ad un figlio


 

Figlio mio,

 quando ti sei svegliato questa mattina ti ho osservato ed ho sperato che tu mi rivolgessi la parola, anche solo poche parole, chiedendo la mia opinione, ringraziandomi per qualcosa di buono che era accaduto ieri...

 

Però ho notato che eri molto occupato a cercare il vestito giusto da metterti per andare a lavorare. Ho continuato ad aspettare ancora mentre correvi per la casa per vestirti e sistemarti e io sapevo che avresti avuto del tempo, anche solo qualche minuto e dirmi "ciao"...

 

...Però eri troppo occupato...

 

Per questo ho acceso per te il cielo, l'ho riempito di colori e di dolci canti di uccelli per vedere se così mi ascoltavi, però nemmeno di questo ti sei reso conto. Ti ho osservato mentre ti dirigevi al lavoro e ti ho aspettato  pazientemente tutto il giorno. Con tutte le cose che avevi da fare, suppongo che tu sia stato  troppo occupato  per dirmi qualcosa.

 

Al tuo rientro ho visto la tua stanchezza e ho pensato di farti bagnare un pò perché l'acqua si portasse via il tuo stress. Pensavo di farti un piacere perché così tu avresti pensato un pò a me, ma ti sei infuriato ed hai offeso il mio nome; io desideravo tanto che tu mi parlassi, c'era ancora tanto tempo...

 

Dopo hai acceso il televisore, io ho aspettato pazientemente, mentre guardavi la tv, hai cenato e ti sei dimenticato  ancora di parlare con me... non mi hai rivolto il minimo pensiero...

 

Ho notato che eri stanco e ho compreso il tuo desiderio di silenzio e così ho oscurato lo splendore del cielo, ho acceso una candela, in verità era bellissimo ma tu non eri interessato a vederlo...

 

Al momento di dormire credo che tu fossi distrutto, così dopo aver dato la "Buonanotte" alla famiglia sei caduto  sul letto e quasi immediatamente ti sei addormentato...

 

Ho accompagnato il tuo sonno con una musica, i miei animali notturni si sono illuminati; ma non importa perché forse non ti rendi nemmeno conto che io sono sempre lì per te... Ho più pazienza di quanto non immagini...

 

Mi piacerebbe pure insegnarti ad avere pazienza con gli altri, Ti amo tanto che aspetto tutti i giorni una tua preghiera...

 

Il paesaggio che faccio è solo per te!!!

           

Bene, ti stai svegliando e ancora una volta io sono qui che aspetto senza niente altro che il mio Amore per te, sperando che almeno oggi tu possa dedicarmi un pò del tuo tempo...

 

Buona Giornata figliolo!

 

 

Tuo Papà... Dio

 

 


PERCHÉ È NECESSARIO ANNUNCIARE GESÚ CRISTO?

 
 
È necessario annunciare, con gioia, Gesù Cristo perché lo chiedono: Dio Padre, Gesù Cristo, lo Spirito Santo, il Vangelo, la persona umana, il cristiano, la Chiesa, la società d’oggi.
Dio Padre chiede che l’annuncio del Suo Figlio Gesù Cristo sia fatto a tutti.
Per quale motivo?
Perchè Dio “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tim 2,4). Per questo:
• Egli invia il Suo Figlio Gesù Cristo, che è la Sua Parola definitiva e perfetta e il nostro Salvatore
• e dona lo Spirito Santo, grazie al quale crediamo in Cristo e invochiamo Dio come Padre.

In quale modo Dio vuol far conoscere a tutti il Suo Figlio?

Dio ha inscritto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscerLo e amarLo, e non cessa di attirare ogni persona a Sé, per mezzo del Suo Figlio nello Spirito Santo.
Nello stesso tempo affida a degli uomini, da Lui convocati nella Chiesa Suo Popolo, la missione di far conoscere il Suo Figlio e di comunicare la salvezza da Lui attuata.
Gesù Cristo è venuto in questo mondo perché “tutti abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza” (Gv 10,10).
Come Gesù Cristo attua tale missione?
Egli:
• annuncia la ‘Buona Novella’ a tutti;
• offre la sua vita, morendo in croce, “per voi e per tutti, in remissione dei peccati” (cf. Mt 26,28);
• prima di tornare dal Padre, ha dato quest’ordine ai Suoi discepoli: “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19)
• si presenta come diverso dagli altri, come Unico!
Perchè Gesù Cristo è Unico?
In quanto Egli è l’Unico Figlio di Dio, consustanziale a Dio Suo Padre: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30). Dio ha detto e ha donato tutto se stesso nel suo Figlio Unigenito Gesù Cristo. Per questo non c'è da aspettare nessuna altra nuova rivelazione o dono: sarebbe un'offesa nei riguardi di Cristo, Unico, perfetto e definitivo Rivelatore di Dio.
Per questo, Lui, e solo Lui:
• ci fa conoscere in maniera piena, perfetta e definitiva Dio Padre: “Chi vede me, vede il Padre” (Gv 14,9);
• ci dona, con la Sua morte e la Sua risurrezione, la vera e la piena salvezza: “In nessun altro c’è salvezza; non vi è altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale sia stabilito che possiamo essere salvati” (At 4,12).
Il nostro compito pertanto è di lasciarci guidare dallo Spirito Santo nell’accogliere Gesù Cristo, nel crescere sempre più nella sua conoscenza e nella sua intimità di vita: nel conoscere, celebrare, pregare, vivere, testimoniare Lui, il Cristo.
Gesù Cristo toglie qualcosa all’uomo?
Gesù Cristo non toglie nulla all’uomo, anzi Lui:
• dona la vita nuova divina di figli di Dio;
• porta a compimento, dopo averlo purificato, quanto di vero-buono-bello c’è in ogni persona e in ogni religione;
• realizza pienamente le autentiche aspirazioni dell’uomo;
• apre all’uomo orizzonti nuovi, gli indica la strada e gli dona la grazia per realizzarli;
• non diminuisce, ma esalta la libertà umana e la sollecita verso il suo compimento, nell’incontro gioioso con Dio e nell’amore gratuito e premuroso per il bene di tutti gli uomini.
Lo Spirito Santo effuso in noi da Dio Padre, per mezzo di Cristo morto-risorto, ci spinge ad essere annunciatori, affinché tutti “conoscano te, l’unico vero Dio e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Gv 17,3).
Con la sua luce e la sua grazia, l’umanità può, in Cristo, “trovare, in una pienezza insospettabile, tutto ciò che essa cerca su Dio, sull’uomo e sul suo destino, sulla vita e sulla morte, sulla verità”, come ricorda Giovanni Paolo II, nella Enciclica Redemptoris missio (n.8).
Il Vangelo va annunciato a tutti. Perchè?
In quanto esso è capace di:
• Entusiasmare la persona di qualunque età, cultura, lingua…
• Permeare ogni forma di vita che a priori non la esclude. E questo perché la Parola di Cristo non è legata “in modo esclusivo ed indissolubile con nessuna nazione o stirpe, con nessun particolare modo di vivere, con nessuna consuetudine antica o recente” (Conc.Vat. II, GS 58). Il Vangelo è per tutte le culture, e queste possono tutte essere “fermentate” dal Vangelo: come il seme che cade sul terreno, e là dove è possibile germina e fruttifica; oppure come il lievito che fermenta la massa, o il sale che dà sapore al cibo, o la rugiada e la pioggia che permette ad ogni vegetazione di crescere.
• “Il Vangelo di Cristo rinnova continuamente la vita e la cultura dell’uomo decaduto, combatte e rimuove gli errori e i mali derivanti dalla sempre minacciosa seduzione del peccato. Continuamente purifica ed eleva la moralità dei popoli, restaura in Cristo le qualità spirituali e le doti di ciascun popolo” (GS 58).
La persona umana, proprio in quanto capace di dialogo con il suo Creatore, ha il diritto e il dovere di:
• ascoltare la Verità, nella maniera più autentica, integra, completa che sia possibile: la “Buona Novella” di Dio che si rivela e si dona in Cristo. In tal modo la persona realizza in pienezza la sua propria vocazione;
• annunciare la Verità, per condividere con gli altri la propria Fede: è proprio dell’uomo il desiderio e l’impegno concreto per far partecipare gli altri ai propri beni, che ha ricevuto in dono e che apprezza;
• vivere in pienezza la propria vita: “Non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4).
Perchè la persona ha bisogno dell’annuncio di Cristo?
In quanto Cristo:
• libera l’uomo dal peccato e lo fa diventare figlio di Dio;
• svela all’uomo la propria integrale e originale identità e gli dona la capacità di realizzarla;
• ha anche sull’uomo di oggi una straordinaria forza di attrazione e di convincimento. Per questo è necessario annunciare a tutti, in modo sereno e positivo la Verità cristiana nella sua integrità, nella sua completezza, nella sua armonia, e, perchè no?, anche nella sua bellezza, che tanto affascina l’uomo d’oggi. Sarà così possibile per la persona conoscere e accogliere, nella libertà, quello splendor veritatis che è Cristo stesso, il quale non toglie nulla di ciò che nell’uomo e nel mondo c’è di vero, buono, bello: anzi tutto questo viene purificato, potenziato, completato proprio da Cristo.
Il Cristiano, ogni cristiano in quanto tale, ha il diritto e dovere di annunciare Gesù Cristo.
Qual è il fondamento di tale diritto/dovere?
Tale diritto/dovere:
• si fonda sulla libertà religiosa, diritto naturale di ogni uomo;
• è un’esigenza profonda della vita di Dio in lui. La necessità di annunciare il Vangelo a tutti nasce nel cristiano dall’esigenza di condividere con gli altri quanto di originale, di specifico, di unico egli ha ricevuto da Dio, e cioè la Fede;
• si fonda sul comando di Cristo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà, sarà condannato” (Mc 16,15-16);
• l’annuncio di Cristo è indispensabile perché gli altri possano conoscere e accogliere Cristo per ottenere la salvezza. Infatti per credere in Lui, occorre sentir parlare di Lui, necessita uno che, dopo averLo conosciuto, Lo annunzi agli altri. Infatti: “Come potranno invocarLo senza aver prima creduto in Lui? E come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come potranno sentirne parlare senza uno che Lo annunzi?” (Rm 10, 14).

Lunedì 3 novembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 14,12-14)
 
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: “Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici, né i tuoi fratelli, né i tuoi parenti, né i ricchi vicini, perché anch’essi non ti invitino a loro volta e tu abbia il contraccambio.
Al contrario, quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti”.

Domenica 2 novembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO GIOVANNI
(Gv 6,37-40)
 
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.
Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Sabato 1 novembre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Mt 5,1-12a)
 
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».

Venerdì 31 ottobre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 14,1-6)

Un sabato Gesù era entrato in casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e la gente stava ad osservarlo. Davanti a lui stava un idropico.
Rivolgendosi ai dottori della legge e ai farisei, Gesù disse: “È lecito o no curare di sabato?”. Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò.
Poi disse: “Chi di voi, se un asino o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà subito fuori in giorno di sabato?”. E non potevano rispondere nulla a queste parole.

 


Giovedì 30 ottobre 2008

 
DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 13,31-35)
 
In quel giorno, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei a dirgli: “Parti e vattene via di qui, perché Erode ti vuole uccidere”. Egli rispose: “Andate a dire a quella volpe: Ecco, io scaccio i demoni e compio guarigioni oggi e domani; e il terzo giorno avrò finito. Però è necessario che oggi, domani e il giorno seguente io vada per la mia strada, perché non è possibile che un profeta muoia fuori di Gerusalemme.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto! Ecco, la vostra casa sta per esservi lasciata deserta! Vi dico infatti che non mi vedrete più fino al tempo in cui direte: Benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

INCONTRI CATECHISTICI ANNO PASTORALE 2008-2009

ANNO PASTORALE 2008/2009

INCONTRI CATECHISTICI

 

MARTEDì

MERCOLEDì

SABATO

ORE 15,00: Gruppo prima Comunione con Carmelina e Antonella.

Gruppo dopo comunione con Valentina Martino

 

Ore 14,50: Gruppi di prima Comunione:

-      Con Bianca

-      Con Pina

-      Con Anna e Caterina

 

ORE 15,00: Gruppi di prima Confessione:

-      Con Tina e Nuccia

-      Antonella e Rosa

-      Isabella, Angela e Simone

Gruppo dopo Comunione con Silvana

A.C.R.

CONVEGNO CATECHISTICO DIOCESANO

L’Ufficio Catechistico Diocesano organizza, come è tradizione, il Convegno Catechistico all’inizio del nuovo Anno Pastorale 2008/09.

Gli incontri si svolgeranno nell’Auditorium S. Paolo nei giorni 11-12 e 13 novembre 2008 dalle ore 17,00 alle ore 19,00 e si concluderanno, giovedì 13,  con il conferimento del mandato annuale ai catechisti, da parte di S. Ecc. Mons. Vittorio Mondello.

 

Relatore: Don Valentino Bulgarelli, Direttore dell’Ufficio Catechistico di Bologna.

Tema generale: Per un ripensamento dell'Iniziazione Cristiana

Martedì 11 novembre: La comunità come grembo della fede

Mercoledì 12 novembre: La dinamica della trasmissione della fede

Giovedì 13 Novembre: Esperienze in atto di rinnovamento dell'IC