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Mercoledì 29 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 13,22-30)
In quel tempo, Gesù passava per città e villaggi, insegnando, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
E sono tuo o mio Dio...
E sono Tuo o mio Dio: nella notte senza sonno, nel giorno privo di sole, nel tempo che non ha pace, fra gli uomini che mi cacciano, dove piangono i bimbi, assieme alle mamme che si disperano, nelle valli della guerra, fra l'uomo che si fa deserto, quando le ombre coprono la luce, lungo le strade degli uomini soprafatti, là dove è morta la speranza, dietro l'acqua che ha distrutto, vicino al fuoco che annienta, oltre le prime dune del deserto, in mezzo a l'uomo che Ti detesta, abbracciato a l'uomo che Ti distrugge, là dove il vivere si fa lacrima, ovunque Tu mi mandi, ricordati che io sono Tuo o mio Dio perché Tu hai radice in me Martedì 28 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 6,12-16)
Avvenne che in quei giorni Gesù se ne andò sulla montagna a pregare e passò la notte in orazione. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, Andrea suo fratello, Giacomo, Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo d’Alfeo, Simone soprannominato Zelota, Giuda di Giacomo e Giuda Iscariota, che fu il traditore. Lunedì 27 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 13,10-17)
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga il giorno di sabato. C’era là una donna che aveva da diciotto anni uno spirito che la teneva inferma; era curva e non poteva drizzarsi in nessun modo. Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: “Donna, sei libera dalla tua infermità”, e le impose le mani. Subito quella si raddrizzò e glorificava Dio. Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, rivolgendosi alla folla disse: “Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi curare e non in giorno di sabato”. Il Signore replicò: “Ipocriti, non scioglie forse, di sabato, ciascuno di voi il bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che satana ha tenuto legata diciott’anni, non doveva essere sciolta da questo legame in giorno di sabato?”. Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute. Domenica 26 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Mt 22,34-40)
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti». SAN LUCA EVANGELISTANATO ad Antiochia, in Siria, medico (Col 4, 14) e fedele compagno di Paolo nei numerosi viaggi apostolici (At 16,10-17; 20,5-12; 21,1-18; 27,1-28, 16; Fm 24; 2Tm 4,11), è autore del terzo Vangelo e degli Atti degli Apostoli.
È venerato come medico e pittore. Secondo un’antica tradizione la cui prima testimonianza risale a Teodoro il Lettore (520-530), è considerato il primo iconografo della Theotokos (Madre di Dio) ritratta come Hodighitria – colei che indica la via – , Eleousa o della Tenerezza e Aghiosoritissa o Avvocata. "San Luca dipinge la Madre di Dio", icona sec. XVII, Scuola di Pskov, Russia. A Luca, è indubbio, si deve la prima icona "di parole" di Maria in cui traspare il suo ritratto interiore. Attributi iconografici: il libro e il bue ascrittogli da Girolamo per l’inizio del suo Vangelo. La struttura compositiva dell’icona (foto), che lo ritrae nell’atto di dipingere la Madre e il Figlio su uno sfondo architettonico, esalta la ieraticità e la verticalità delle due figure sottolineandone la sacralità. L’evangelista è patrono di accademie e corporazioni di artisti tra cui l’Accademia di San Luca in Roma. La liturgia bizantina lo ricorda il 18 ottobre e così lo celebra: «Luca, apostolo di Cristo, iniziato alle realtà ineffabili e maestro delle genti, insieme al divino Paolo e alla pura Madre di Dio, di cui hai dipinto con amore la divina immagine, prega, tu che hai visto Dio, per noi che ti diciamo beato e che onoriamo la tua sacra dormizione, o sapientissimo narratore di misteri». Sabato 25 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 13,1-9)
In quel tempo, si presentarono a Gesù alcuni a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei loro sacrifici.
Venerdì 24 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,54-59)
In quel tempo, Gesù diceva alle folle: “Quando vedete una nuvola salire a ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo”. Giovedì 23 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,49-53)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”. Mercoledì 22 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,39-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Sappiate bene questo: se il padrone di casa sapesse a che ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti, perché il Figlio dell’uomo verrà nell’ora che non pensate”. Allora Pietro disse: “Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?”. Il Signore rispose: “Qual è dunque l’amministratore fedele e saggio, che il Signore porrà a capo della sua servitù, per distribuire a tempo debito la razione di cibo? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà al suo lavoro. In verità vi dico, lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: Il padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà nel giorno in cui meno se l’aspetta e in un’ora che non sa, e lo punirà con rigore, assegnandogli il posto fra gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più”. UN GRANDE RITORNO!
Orari incontri ACRGLI INCONTRI ACR SI TENGONO OGNI SABATO PRESSO I LOCALI DELLA PARROCCHIA E SONO SUDDIVISI NEL SEGUENTE MODO:
- BAMBINI DI PRIMA E SECONDA ELEMENTARE: dalle ore 15.00 alle ore 16.30
- BAMBINI DI TERZA, QUARTA E QUINTA ELEMENTARE: dalle 16.00 alle 16.30
- RAGAZZI DI PRIMA MEDIA: dalle 15.00 alle 16.00
- RAGAZZI DI SECONDA E TERZA MEDIA: dalle 16.30 alle 17.30
I BAMBINI ED I RAGAZZI CHE PARTECIPANO ALL'ACR POTRANNO ACCEDERE AI SACRAMENTI DELL'EUCARISTIA E DELLA CONFERMAZIONE. Sono anche io una tua pecorella...
Gesù mio, sono anch'io una tua pecorella;
quante volte ho voluto allontanarmi da te, ho lasciato i pascoli erbosi, le acque tranquille dove tu mi conducevi, ho rifiutato di seguirti, di stare dentro il tuo gregge; ma ho trovato sassi e spine, acque amare e serpenti velenosi; nella solitudine e nel buio ho belato di paura, ho bramato di vedere il tuo volto, di sentire la tua voce. E tu pure hai provato tanta pena per me, mi hai chiamato e cercato, nei fossi e tra i dirupi, infine mi hai raccolto, tremante, fra le tue braccia, sul tuo cuore mi hai fatto riposare, hai fasciato il mio piede sanguinante. Ed ora che ci siamo ritrovati, o mio Signore, voglio restare sempre con te, vicino a te, non voglio più separarmi, mai più! ", Ti amo, Gesù, mio Buon Pastore, mio Signore e mio Dio; fai che possa restare sempre con te, in questo mondo e per tutta l'eternità. Grazie Signore Gesù, mio Signore e mio Dio, MIO TUTTO, ora e sempre, AMEN. Luigi Ederle Martedì 21 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,35-38)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese; siate simili a coloro che aspettano il padrone quando torna dalle nozze, per aprirgli subito, appena arriva e bussa. Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità vi dico, si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!”. Lunedì 20 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,13-21)
In quel tempo, uno della folla disse a Gesù: “Maestro, di’ a mio fratello che divida con me l’eredità”. Ma egli rispose: “O uomo, chi mi ha costituito giudice o mediatore sopra di voi?”. E disse loro: “Guardatevi e tenetevi lontano da ogni cupidigia, perché anche se uno è nell’abbondanza, la sua vita non dipende dai suoi beni”. Disse poi una parabola: “La campagna di un uomo ricco aveva dato un buon raccolto. Egli ragionava tra sé: Che farò, poiché non ho dove riporre i miei raccolti? E disse: Farò così: demolirò i miei magazzini e ne costruirò di più grandi e vi raccoglierò tutto il grano e i miei beni. Poi dirò a me stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni, per molti anni; riposati, mangia, bevi e datti alla gioia. Ma Dio gli disse: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarà? Così è di chi accumula tesori per sé, e non arricchisce davanti a Dio”. Domenica 19 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO MATTEO
(Mt 22,15-21)
In quel tempo, i farisei se ne andarono e tennero consiglio per vedere come cogliere in fallo Gesù nei suoi discorsi. Mandarono dunque da lui i propri discepoli, con gli erodiani, a dirgli: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità. Tu non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno. Dunque, di’ a noi il tuo parere: è lecito, o no, pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Giornata Missionaria MondialeLA missione, anche in questo mondo attraversato da conflitti e squilibri, «continua ad essere una priorità assoluta per tutti i battezzati» e un compito «essenziale» della Chiesa. Lo ribadisce Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata missionaria mondiale che si celebra il 19 ottobre 2008, sul tema «Servi e apostoli di Cristo Gesù». Ancora una volta il Pontefice ha voluto evidenziare il legame fra l’annuncio "ad gentes" e l’Anno Paolino. L’umanità di oggi, somiglia al Macedone apparso in sogno all’Apostolo delle genti chiedendogli di andare nel suo Paese ad annunciare Cristo. Il mondo contemporaneo conosce, oltre a «prospettive di promettente sviluppo economico», forti preoccupazioni che investono il futuro stesso dell’uomo. Violenza, povertà, discriminazioni e persecuzioni, che causano esodi di popolazioni. Fenomeni che rischiano di essere acuiti dal progresso tecnologico «quando non è finalizzato al bene comune dell’uomo, né ordinato a uno sviluppo solidale». Solo Dio, allora, è «l’energia spirituale capace di far crescere nella famiglia umana, l’armonia, la giustizia, la comunione tra le persone, le razze e i popoli a cui tutti aspirano». E Gesù è «la fonte» dalla quale i missionari possono attingere «l’attenzione, la tenerezza, la compassione, l’accoglienza, la disponibilità, l’interessamento ai problemi della gente», atteggiamenti necessari a dedicarsi «completamente e incondizionatamente» all’annuncio. Sabato 18 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 10,1-9)
In quel tempo, il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe. Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada.
Venerdì 17 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 12,1-7)
In quel tempo, radunatesi migliaia di persone a tal punto che si calpestavano a vicenda, Gesù cominciò a dire anzitutto ai discepoli: “Guardatevi dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Pertanto ciò che avrete detto nelle tenebre, sarà udito in piena luce; e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne, sarà annunziato sui tetti.
Giovedì 16 ottobre 2008DAL VANGELO SECONDO LUCA
(Lc 11,47-54)
In quel tempo, il Signore disse: “Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi date testimonianza e approvazione alle opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite loro i sepolcri. Per questo la sapienza di Dio ha detto: Manderò a loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno; perché sia chiesto conto a questa generazione del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo, dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della legge, che avete tolto la chiave della scienza. Voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare l’avete impedito”. Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo ostilmente e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. |
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